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Cyberbullismo: origini e forme d’attacco online

By |09 aprile 2018|Sicurezza|

Cyberbullismo: origini e forme d’attacco online

Il Cyberbullismo ha le sue origini nel bullismo reale. C’è, fa danni concreti e tangibili ma la sua peculiarità più subdola è che colpisce a fondo la sua vittima facendole credere di essere completamente sola, debole e incapace di difendersi. O almeno questo è quello che il cyberbullo, con le varie forme di attacco online a sua disposizione, vuole far credere. Vuol farti credere.

Il cyberbullo è un persuasore e un manipolatore che nasconde le opportunità del web per indurti a imboccare dei vicoli ciechi e convincerti che a sbagliare sei tu.

Più ti senti sminuito nel tuo modo di essere e di fare e più l’azione del cyberbullo è efficace.

Alla fine, ti senti solo e ferito senza nemmeno capire perché, cosa hai fatto e che cosa ci sia di male nell’essere diversi o, semplicemente, sé stessi.

Lo vuoi sapere un segreto? Non sei solo, ci sono dei modi per difendersi dal cyberbullismo.

Cyberbullismo: prima regola di difesa, conosci te stesso e il tuo nemico

Se vuoi fermare il cyberbullismo, la prima regola di difesa è conoscere bene te stesso e anche il tuo nemico.

È vero, come caspita si fa a conoscere sé stessi se ti sembra di non avere pace e le prese in giro, a scuola e sui social, sono all’ordine del giorno?

Ecco, hai colto il primo punto, non hai pace. Questa è la prima azione del cyberbullismo, non dare il tempo alla sua vittima di rielaborare cosa gli sta succedendo e, di conseguenza, reagire. È giocare sull’inconsapevolezza e dare peso a quello che gli altri pensano di te, senza conoscerti. Un cyberbullo, secondo Wikipedia tende a:

  • scrivere commenti aggressivi corredati da insulti gratuiti per creare tensione nelle conversazioni sotto a un post. Sono il principio del flame,
  • inviare messaggi offensivi in continuazione. Questa pratica è chiamata harassment.
  • denigrare pubblicamente e con tutti gli strumenti di comunicazione offerti dal mondo online,
  • pubblicare contenuti a insaputa (e a danno) del proprietario dell’identità online sottratta. Si tratta di impersonation, di sostituzione di persona,
  • ingannare la vittima per ottenerne la fiducia per poi spiattellare in giro informazioni personali, dette in confidenza. Questo è fare trickery,
  • escludere una persona da una comunità online, emarginandola.
  • fare cyberstalking ripetendo tutte le azioni sopra elencate ogni giorno, fino allo sfinimento,
  • diffondere dati sensibili e personali senza permesso, azione detta anche Doxing,
  • minacciare di morte.

Ora che hai tutte queste informazioni sulle forme d’attacco online messe in pratica dalla piaga del cyberbullismo, cosa potresti fare?

Tutti sono liberi di pubblicare e condividere quello che vogliono ognuno così come ognuno è libero di difendersi con gli stessi strumenti oscurando commenti offensivi e bloccando la persona che li manda.

Un piccolo e semplice accorgimento è non lasciare incustoditi o senza password i dispositivi elettronici attraverso i quali accedi ai tuoi social network.

Cerca di fare molta attenzione a dove e a chi scegli di riporre la tua fiducia. Hai sbagliato a riporre troppa fiducia in qualcuno? Può succedere e cerca di non vedere questa tua apertura verso l’altro come un difetto anzi, è una bella qualità. Continua a coltivarla e ad averne cura mantenendoti comunque consapevole del fatto che non è tutto oro ciò che luccica e che un cyberbullo può nascondersi anche nelle persone più insospettabili.

Infine e soprattutto per quanto riguarda gli ultimi tre punti che identificano le forme d’attacco predilette del cyberbullismo, non avere timore a denunciare a chi di competenza.

Cyberbullismo: ricorda che non sei solo e non avere mai paura di parlare o chiedere aiuto

Cyberbullismo

Per contrastare il cyberbullismo ricorda sempre che non sei solo e non avere mai paura di parlare o chiedere aiuto. Può sembrare assurdo ma gli stessi strumenti online usati per attaccare possono essere efficaci anche per difendersi ed educare.

Un esempio lo puoi trovare in siti e blog di settore che stanno affrontando il tema del cyberbullismo per comunicare che ci sono anche i luoghi e persone che offrono aiuto, assistenza e supporto.

Alcuni esempi pratici e concreti che si stanno dando da fare per affrontare il tema del cyberbullismo li puoi trovare:

  1. nei post che trovi su In luce, blog curato e gestito dalla psicologa Francesca Ungaro. Tutti i suoi contenuti meritano di essere letti con calma e attenzione perché usano un linguaggio semplice e chiaro e aiutano a riflettere su meccanismi e lati oscuri della comunicazione online. In tal senso, essere un bullo sui social è uno dei post più illuminanti.
  2. Nelle scuole che si occupano e preoccupano di far conoscere cos’è il bullismo e il cyberbullismo anche ai genitori e favoriscono il dialogo tra famiglie e istituzioni scolastiche
  3. e nei libri. Un titolo di recente pubblicazione e che potrebbe essere molto utile per genitori, ragazzi e insegnanti è: Non è una scuola per bulli – Strategie di prevenzione del bullismo, cyberbullismo e bullismo omofobico di Davide Viola, della Edizioni Galton.

Sono tutti strumenti importanti per renderti consapevole per conoscere te stesso e il tuo nemico perché molto spesso capita che non riuscendo a capire cosa stia succedendo te lo tieni per te né hai le parole per poter esprimere quello che provi e che ti fa star male. Tuttavia, così facendo hai offerto terreno fertile al seme del cyberbullismo che, come una pianta infestante, crescerá fino a soffocare il tuo essere.

Per neutralizzare il cyberbullismo e le sue forme d’attacco non avere paura di parlare o di chiedere aiuto e, ricorda, non sei solo. 🙂

Credits e ringraziamenti

Gentilmente offerto da Paroleombra di Rita Fortunato.

Rita Fortunato, Blogger e proprietaria di Paroleombra.com , grande lettrice, cura personalmente il famoso curriculum del lettore e si occupa attivamente di Social Network e di rapporti fra persone.

La sua parola d’ordine è “Interessata a tutto ció che mi circonda, scrivo in giro per il web. Qui raccolgo i #CurriculumDelLettore. Per leggere ancora di più”

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